Il questi giorni è molto attuale sui blog nostrani, la diatriba tra un consigliere della minoranza e il sindaco e sul concetto di bugia. Alcuni addirittura hanno messo in campo teorie filosofiche sull’”essere” che si contrappone al “fare” della politica. Addirittura si è anche arrivati a sostenere che l’aggettivo “ politica” messo a corredo di qualsiasi insulto può immunizzare qualsiasi frase offensiva. E a proposito di bugie, esemplare è il servizio di Video Regione del 31 luglio, quando parla del consiglio comunale di ieri sera. Il titolo a piena pagina della signora Torchi era abbastanza emblematico, “trappola per topi”. “Ritardo dei consiglieri di maggioranza”, “Consiglieri dell’opposizione costretti a votare con l’inganno”, “numero legale tenuto grazie all’opposizione”. Andiamo per ordine. Prima bugia: non è vero che il consiglio è cominciato con mezz’ora di ritardo, ma è iniziato circa alle 20.15 e non per colpa dei consiglieri della maggioranza, ma perché mancava il segretario comunale. Seconda bugia: non è vero che i consiglieri dell’opposizione sono stati costretti a votare poiché, durante la votazione un consigliere della minoranza si è allontanato invalidando così la fase di votazione e costringendo il presidente a sospendere la seduta per cinque minuti. Al rientro in aula nessuno era obbligato o costretto a partecipare al voto. Terza bugia, non è vero che la minoranza era necessaria per mantenere il numero legale, poiché il numero richiesto per la validità della seduta era di dodici unità. Tant’è,che la votazione del punto all’ordine del giorno si è conclusa con dodici voti favorevoli e tre astenuti.
Quarta bugia, non è vero che la minoranza al punto successivo è stata scaltra a non farsi imbrogliare per una seconda volta. La scaltrezza è venuta fuori perché, essendo un consigliere della maggioranza incompatibile con il punto in oggetto, lo stesso si è allontanato riducendo ad undici il numero della maggioranza stessa. Ciò è diventata un’occasione ghiotta per la minoranza che ne ha subito approfittato per far cadere il consiglio. Come è evidente allora, è stato costruito un articolo giornalistico su tante inesattezze. Voglio solo pensare che il tutto, è dovuto alla superficialità e al fatto di dare credito ad una parte politica, senza prima avere avuto la premura, come e giusto che un giornalista dovrebbe fare, di verificare i fatti e l’esattezza stessa della notizia, e non al fatto di prestarsi alla strumentalizzazione politica.
Giorgio Zaccaria
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