giovedì 28 ottobre 2010

Regolamentazione mercati rionali

In questi giorni si sono tenute presso palazzo San Domenico le riunioni ultimative per la regolamentazione dei mercati rionali di Modica alta e di contrada Caitina. Gli incontri si sono svolti in un clima concertativo e di collaborazione di tutti i vari rappresentanti istituzionali e di categoria. L’idea di dimezzare il numero dei posti occupati dagli ambulanti, se da un lato comporta necessariamente lo svolgimento del mercato stesso in sessioni settimanali anziché quindicinali, dall’altro, tale disagio sarà compensato da una migliore condizione della viabilità e della sicurezza cittadina durante il suo svolgimento. Oltremodo, sono stati affrontati gli argomenti relativi all’igiene ambientale, ai servizi igienici e all’abusivismo diffuso. Aspetti questi, molto importanti e necessari per dare una valenza di dignità e onorabilità, sia a coloro che vi lavorano, che ai luoghi e ai cittadini che vi risiedono. Ovviamente ciò richiederà l’impegno e la collaborazione da parte di tutti gli operatori e, soprattutto, da parte dell’amministrazione comunale che deve garantire efficacemente i controlli necessari perché tutto si possa svolgere nel massimo rispetto delle regole e della legalità. Attendo fiducioso il prossimo passaggio conclusivo, compreso quello del consiglio comunale, che porterà all’approvazione del regolamento definitivo e quindi alla verifica sul campo della fattibilità di tale progetto, non certo precluso a eventuali effetti migliorativi. Anche se la prudenza consiglierebbe di non anticipare i tempi, ringrazio molto l’assessore Frasca Caccia per il lavoro e l’impegno che ha profuso nell’attenzionare un problema che si protrae da anni senza soluzione di continuità. Allo stesso modo ringrazio i rappresentanti di categoria e della polizia municipale per la serietà e competenza messa in campo, nonché i consiglieri comunali di entrambi gli schieramenti, che hanno avuto il merito di spronare l’amministrazione, alcuni anche con azioni eclatanti e petizioni popolari, a non distogliere l’attenzione da questo annoso problema molto sentito dalla cittadinanza di Modica alta.

Giorgio Zaccaria



mercoledì 6 ottobre 2010

Comunicato stampa

In relazione alla richiesta di revoca dall'incarico di promotore che riveste il sig. Cecchi Pavone avanzata al comune di Modica dal consigliere Failla, voglio sperare che il vice presidente del consiglio provinciale parli a titolo personale e non a nome dell'istituzione che rappresenta. La provincia di Ragusa si è sempre distinta, per le proprie tradizioni culturali e per i natali che ha dato a tanti illustri concittadini che l'hanno rappresentata degnamente in tutto il mondo, da altre realtà italiane che in genere sono segnate da profondi limiti di arretratezza. Questo ha fatto si che la nostra provincia, definita spesso un'isola nell'isola, ha avuto un grado di sviluppo sociale ed economico che ha contribuito ad elevare i propri cittadini ad un grado di emancipazione sociale e culturale che esula dagli stereotipi, più delle volte pregiudiziali, di arretratezza e di bigotteria spesso anche siciliana. Oltretutto, mi chiedo quale sia l'elemento di novità, se non quello di concorrere con qualche velina confessando una relazione con due calciatori del suo stesso sesso, visto che da sempre il sig Cecchi Pavone, a differenza di tanti parlamentari e politici di ogni livello che agiscono a buon diritto di nascosto, ha dichiarato le proprie tendenze sessuali. Non penso che tali tendenze, che appartengono alla sfera privata di ogni persona, possano compromettere la professionalità, la dignità e la serietà di qualsiasi professionista o normale cittadino che sia. Mi domando allora se non sia più grave, per l'immagine della nostra città e della nostra provincia, il fatto che un amministratore provinciale, venendo meno all'aplomb che il suo ruolo istituzionale gli dovrebbe imporre, lanci invettive di discriminazione sessuale che non rappresentano affatto il sentire del popolo ragusano. Anche perché credo, anzi lo spero, che il consigliere Failla non sia stato eletto per i suoi gusti sessuali ma perché si preoccupi di amministrare proficuamente la nostra provincia. Pertanto, auspico che il presidente del consiglio provinciale e il presidente della provincia di Ragusa, prendano le dovute distanze da queste sconsiderate dichiarazioni, e ci preservano dall'immagine di arretratezza sociale e di razzismo sessuale, che certamente non appartiene alla nostra comunità iblea.