In relazione alla richiesta di revoca dall'incarico di promotore che riveste il sig. Cecchi Pavone avanzata al comune di Modica dal consigliere Failla, voglio sperare che il vice presidente del consiglio provinciale parli a titolo personale e non a nome dell'istituzione che rappresenta. La provincia di Ragusa si è sempre distinta, per le proprie tradizioni culturali e per i natali che ha dato a tanti illustri concittadini che l'hanno rappresentata degnamente in tutto il mondo, da altre realtà italiane che in genere sono segnate da profondi limiti di arretratezza. Questo ha fatto si che la nostra provincia, definita spesso un'isola nell'isola, ha avuto un grado di sviluppo sociale ed economico che ha contribuito ad elevare i propri cittadini ad un grado di emancipazione sociale e culturale che esula dagli stereotipi, più delle volte pregiudiziali, di arretratezza e di bigotteria spesso anche siciliana. Oltretutto, mi chiedo quale sia l'elemento di novità, se non quello di concorrere con qualche velina confessando una relazione con due calciatori del suo stesso sesso, visto che da sempre il sig Cecchi Pavone, a differenza di tanti parlamentari e politici di ogni livello che agiscono a buon diritto di nascosto, ha dichiarato le proprie tendenze sessuali. Non penso che tali tendenze, che appartengono alla sfera privata di ogni persona, possano compromettere la professionalità, la dignità e la serietà di qualsiasi professionista o normale cittadino che sia. Mi domando allora se non sia più grave, per l'immagine della nostra città e della nostra provincia, il fatto che un amministratore provinciale, venendo meno all'aplomb che il suo ruolo istituzionale gli dovrebbe imporre, lanci invettive di discriminazione sessuale che non rappresentano affatto il sentire del popolo ragusano. Anche perché credo, anzi lo spero, che il consigliere Failla non sia stato eletto per i suoi gusti sessuali ma perché si preoccupi di amministrare proficuamente la nostra provincia. Pertanto, auspico che il presidente del consiglio provinciale e il presidente della provincia di Ragusa, prendano le dovute distanze da queste sconsiderate dichiarazioni, e ci preservano dall'immagine di arretratezza sociale e di razzismo sessuale, che certamente non appartiene alla nostra comunità iblea.
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