Intendo esprimere la mia soddisfazione su come l’amministrazione ha affrontato questi 18 mesi di governo della città. Sembra inutile, superfluo e ripetitivo, ricordare le difficoltà finanziarie in cui versa il nostro ente. A differenza della precedente amministrazione dove l’allora sindaco, specie nei primi mesi dal suo insediamento, inaugurava strade, piazzette, ponti, palasport, questa amministrazione ha trovato un paese disastrato, affondato nei debiti e, di conseguenza, in mille problematiche di non facile soluzione.
Logica vorrebbe che, in cambio di uno sforzo economico che la città ha affrontato e sta affrontando, costituito da una massa di debiti fuori bilancio, i quali questa maggioranza con grande senso di responsabilità sta di volta in volta riconoscendo, avremmo avuto in cambio una città più vivibile, più efficiente e più a dimensione d’uomo. Invece, oggi, a fronte di tanti debiti, ci ritroviamo con una rete idrica che fa acqua in tutte le sue parti, una rete viaria dissestata nella sua quasi totalità, dipendenti comunali, delle cooperative e delle società partecipate e non, con mesi di stipendi arretrati, fornitori che ancora rivendicano le proprie spettanze.
È chiaro che in uno scenario del genere solo una persona caparbia e con molto senso di responsabilità, avrebbe potuto affrontare una simile sfida. È per questo che voglio ringraziare personalmente, e credo anche in nome dei miei colleghi di maggioranza, il sindaco soprattutto, e gli assessori per il lavoro fin qui svolto.
Lavoro che, spesse volte, è passato e passa inosservato, senza la dovuta e giusta considerazione da parte dei mass-media locali.
Tuttavia, bisogna dire che siamo ancora nella fase iniziale della strada che porta al progressivo risanamento economico, e l’attenzione e la rigorosità finanziaria che l’assessore Sammito, in primis, ha messo in atto non deve essere distolta minimamente.
Bisogna anche dire, che non tutto procede di pari passo con il risanamento finanziario. Anzi, proprio la mancanza di risorse economiche spesso determina il fallimento delle iniziative che gli assessori i consiglieri o i cittadini stessi propongono. Ma su questo è stato detto molto, e penso che si dirà ancora tanto nei prossimi interventi.
Personalmente invece, vorrei spostare l’attenzione su un altro problema.
Ritengo che oltre la questione finanziaria, la madre di tutte le battaglie sia quella del riordino, dell’organizzazione e dell’efficienza della macchina amministrativa.
Parlare oggi di tale problema, alla luce dei fatti recenti, può sembrare demagogico e intempestivo.
Ma penso, e l’ho sempre ribadito anche in sedi non istituzionali, che il rilancio e la crescita della nostra città non può esimersi dalla sburocratizzazione del sistema amministrativo che abbia i requisiti di efficienza, efficacia e di economicità. Un sistema che faccia da propulsore e da input alle attività produttive e commerciali, anziché essere un freno ed una barriera insormontabile da parte dei cittadini.
Cittadini che, proprio per lo sforzo enorme che affrontano tutti i giorni nel pagare le tasse e le imposte, vorrebbero, e chiedono, in cambio un’amministrazione che eroghi buoni servizi, che non aspetti anni per avere una concessione edilizia o una variante urbanistica.
Un’amministrazione che sia celere nel risolvere i problemi di manutenzione della città, che non faccia fare interminabili code presso gli uffici, che poi sono gli stessi che a volte generano disfunzioni attraverso l’emissione di cartelle pazze, imprecise e, in alcuni casi, anche fuori di ogni logica.
Non è possibile che, per risolvere un problema di qualsiasi natura, spesso ci si deve rivolgere al santo o al consigliere di turno.
Ci vuole un ufficio, una sorta di “sportello unico” per i cittadini, che si relazioni con gli utenti e si raccordi in modo organico con il resto degli altri uffici dell’ente. In questo modo, chi deve segnalare un problema non deve girovagare per i vari uffici comunali, ma deve solamente rivolgersi ad un solo sportello, questi a sua volta, non solo deve raccordarsi con gli altri, ma deve dare risposte celeri con tempi di attesa precisi e dettagliati.
Capisco le difficoltà che in termini pratici l’efficienza amministrativa comporta, specie in un periodo che per le ragioni finanziare che conosciamo tutti, e che determinano ritardi degli stipendi, c’è malumore e disincanto del proprio lavoro.
Ma bisogna spezzare questo circolo vizioso attraverso un patto di coesione tra amministrazione e dipendenti.
Quest’ultimi devono capire che la regolarità dei pagamenti degli emolumenti, e il fatto di percepire uno stipendio dignitoso e sufficiente ad una vita serena, passa attraverso il buon funzionamento degli uffici nell’erogare servizi, nell’emettere i ruoli in modo preciso e regolare, nella celerità di emissione delle concessioni edilizie e delle altre varie autorizzazioni comunali.
Per contro, l’amministrazione deve approntare un sistema incentivante di risorse economiche che premia i virtuosi, che ce ne sono tanti in questo comune, e penalizza, per usare un termine alla Brunetta, i fannulloni. Non al contrario come di solito avviene nelle pubbliche amministrazioni, con il risultato di incentivare il non lavoro e demotivare, invece, chi lavora veramente.
Un sistema incentivante però, che sia soggetto alla valutazione non del dirigente, o del politico di turno, ma al giudizio diretto dei cittadini al momento della ricezione del servizio.
Questo obiettivo può essere raggiunto soltanto con la trasparenza dell’azione amministrativa; e questa può essere realizzata soltanto sfruttando la tecnologia informatica che, a sua volta, deve essere potenziata e messa in pratica.
Per concludere, voglio ancora esprimere pieno apprezzamento per il lavoro fin qui svolto da parte di tutta la giunta comunale, con l’invito di attenzionare il problema che ho appena posto. Ma soprattutto, voglio ringraziare il sindaco per l’estenuante impegno che ci mette tutti i giorni nell’affrontare, tra varie e tante difficoltà, le problematiche della nostra città in modo umile e onesto, qualità queste che non sempre sono apprezzate nel mondo politico, ma che la nostra città ne ha tanto bisogno.
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