In questi giorni si parla molto di cani randagi e di quali soluzioni possibili da adottare per rimediare a questo oramai cronico problema che coinvolge tutta la Sicilia, e forse tutta Italia. Un problema che però è particolarmente sentito nella nostra città per l’altissimo prezzo che ha dovuto pagare con la morte del piccolo Giuseppe Brafa.
Ed proprio per non dimenticare il piccolo Giuseppe che bisognerebbe provare indignazione verso quelle persone incivili che hanno deturpato la piccola piazzetta dedicata proprio alla piccola vittima.
Oggi, com’è comprensibile, ci si concentra sempre più a parlare dei cani randagi e si perdono di vista i problemi che generano quelli fortunati, quelli che hanno un padrone che tutti i giorni li portano a spasso.
È chiaro che il confronto non regge, perché per il primo caso parliamo di un effettivo pericolo per la vita delle persone. Ciò non toglie il fatto che è quasi paradossale come, un luogo dedicato alla memoria di un piccolo concittadino morto perché sbranato dai cani, sia diventato un posto dove i cani, questa volta quelli padronali, quelli, se così possiamo dire, della borghesia canina, la fanno da padrone.
La nuova piazzetta oltre a presentare le scritte sui muri che deturpano l’ambiente, il danneggiamento delle icone in pietra dedicate a Giuseppe, dimostrando, se ancora ce ne fosse bisogno, come ogni paese ha i suoi imbecilli da portarsi come croce, presenta una certa quantità di escrementi fecali lasciati da questi animali, o meglio dai loro padroni che non si curano di ripulirli, come dovrebbe avvenire in un paese civile, con sacchetto e paletta.
Così, in un luogo pensato per abbellire la città e per dare uno spazio verde da vivere ai propri cittadini, è diventato quasi impossibile, per coloro che vogliono praticare sport o farsi una semplice passeggiata, non incamminarsi in cani sciolti senza guinzaglio lungo la via, destando anche una legittima preoccupazione di essere azzannati, e dover per di più zigzagare in mezzo ai loro escrementi.
La colpa, come sempre, non è dei cani, ma è dell’uomo che vittima della propria pigrizia e della mancanza di rispetto verso i suoi simili, crea quelle condizioni che spesse volte sfociano nel dramma, come nel caso del piccolo Giuseppe e della giovane turista tedesca, o nella inciviltà assoluta, come nel caso nostro.
Ed è proprio per questo che prego l’amministrazione comunale a mettere in atto, questa volta per l’uomo e non per gli incolpevoli animali, tutte quelle azioni legali e di ordine pubblico necessarie a far rispettare l’ambiente e le leggi che stanno alla base della convivenza civile di una città.
Il consigliere comunale
Giorgio Zaccaria

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